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Dopo il maestro unico, la Rete unica

Ida Rotano,   15 settembre 2009, 14:17

Dopo il maestro unico, la Rete unica     

Il segretario del Pd no va da Vespa e pranza con Di Pietro alla ricerca di una nuova unità. Dario Franceschini, ha inviato una lettera a Bruno Vespa per comunicargli la sua indisponibilità a partecipare alla trasmissione del 23 settembre per non "fare da copertura all'incredibile scelta della Rai di stravolgere i palinsesti dell'azienda; Di Pietro invita a disdire il canone; e mentre infuria la protesta nasce su un blog lo sciopero dell'audience, si moltiplica sul web e diventa un moderno tam-tam grazie agli sms dei telefonini: "Questa sera boicottiamo Porta a Porta"

 

Il giorno in cui ciascuno farà la differenza.  Alla vigilia della manifestazione nazionale per la libertà d'informazione prevista per sabato 19 settembre a Roma, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, interviene nel dibattito e sollecita la più ampia partecipazione. "Ci sono momenti in cui bisogna essere presenti. In prima persona"



"E' un'operazione grave di cui non posso e non voglio rendermi complice in nessun modo", scrive Dario Franceschini, segretario del Pd, in una lettera indirizzata a Bruno Vespa in cui declina l'invito a partecipare alla trasmissione Porta a Porta il prossimo 23 settembre. "Quando nei giorni scorsi il mio ufficio stampa ha ricevuto l'invito dalla sua redazione - si legge nella lettera - ho comunicato la mia disponibilità ritenendo si trattasse della programmazione ordinaria. Leggo ora alcune sue dichiarazioni secondo le quali la mia presenza a Porta a Porta sarebbe da intendere come una sorta di par condicio per coprire l'incredibile scelta della Rai di stravolgere i palinsesti dell'azienda allo scopo di garantire al Presidente del Consiglio una vetrina strumentalizzando e spettacolarizzando il dramma dei terremotati d'Abruzzo". Franceschini si riferisce alla scelta della direzione generale della Rai di rimandare la messa in onda della prima puntata della nuova stagione di Ballarò, il programma condotto da Giovanni Floris su Raitre, per lasciare spazio alla prima serata di Raiuno dedicata alla consegna delle casette di legno ai cittadini di Onna colpiti dal terremoto del 6 aprile che avrà ospite in studio il premier, Silvio Berlusconi. Non tarda ad arrivare la risposta del conduttore: "Caro Segretario, debbo dirle con franchezza che le motivazioni del suo rifiuto mi paiono pretestuose" così Bruno Vespa commenta la lettera ricevuta. "Non le consento - prosegue -di definire una nostra trasmissione che lei ancora non ha visto, come una vetrina al servizio del presidente del Consiglio. Esigo da lei lo stesso rispetto rivolto ad altre trasmissioni che dal pluralismo di Porta a Porta hanno tutto da imparare".

Avranno anche "tutto da imparare" come dice Vespa, così si va dal "maestro unico" alla "Rete unica". Per il consigliere di amministrazione della Rai, Nino Rizzo Nervo, l'episodio di Ballarò è grave in sé e denuncia senza mezzi termini che si vuole "non solo compiacere e non disturbare il manovratore ma anche attuare un preciso disegno per anestetizzare le ultime 'diversità' che resistono nel servizio pubblico radiotelevisivo". Una vera e propria denuncia quella del consigliere Rai che coinvolge non solo il caso Ballarò ma anche le questioni degli ultimi giorni nate intorno ai programmi di Fabio Fazio, Milena Gabanelli e Michele Santoro. "Un editore che vuole fare gli interessi della sua azienda - continua - difenderebbe con i denti i suoi prodotti di successo e i professionisti che quel successo hanno determinato. Se non lo fa - conclude Rizzo Nervo - vuol dire che l'editore difende altri interessi".

Incalza anche Fabrizio Morri, capogruppo del Pd nella commissione di Vigilanza Rai: "Dopo il rinvio forzoso di Ballarò e la 'rinuncia' di Matrix, la trasmissione di Stato di Bruno Vespa con Silvio Berlusconi ha finalmente campo libero da ogni contro-programmazione". Secondo il senatore "resta solo un difetto in tutta questa bella pensata: il governo non ha pensato di chiedere il rinvio della Champions League. Insidiose come sempre per gli indici di ascolto televisivi incombono, sia pure a pagamento, Juve-Bordeaux e Marsiglia-Milan, su Sky ma udite udite, anche su Mediaset Premium". L'esponente del Pd Franco Monaco chiede le dimissione del Cda della Rai: "Solo ponendo atti forti si può partecipare con le carte in regola alla manifestazione del 19 settembre".

Il leader di IdV ha pranzato oggi con il segretario del Pd Dario Franceschini. L'incontro è stato convocato dopo quello che il leader di Idv ha avuto con Pier Luigi Bersani, l'altro candidato alla segreteria del Pd. Al centro del colloquio, il tema delle alleanze, l'emergenza nazionale per la crisi economica e l'attacco alla libertà di stampa, in vista della manifestazione di sabato prossimo a Roma alla quale aderiscono entrambi i partiti.
Intervenendo poi sul tema scottante dell'informaizone, Di Pietro ha annunciato la decisione di aderire all'iniziativa per disdire il canone Rai e invita i cittadini a fare altrettanto "sostituendolo con Sky". Peccato che Sky appartenga a Murdoch e che non si capisca perché mai i cittadini dovrebbero finanziare il miliardario australiano. Tant'è che l'ex pm utilizza il suo spazio web per spiegare che "la Rai è caduta in un profondo stato vegetativo, le ingerenze politiche sono da voltastomaco e ritengo possano esserci gli estremi per azioni legali nei confronti del direttivo e del governo come artefici di questo degrado, verifica che ho fatto predisporre ai miei legali".

Per ora, dal web, il tam- tam della protesta si limita ad un messaggio chiaro e conciso: "Questa sera boicottiamo Porta a Porta". Lo sciopero dell'audience nasce su un blog (Little Mary Street, the Italian Blog Village) si moltiplica in Rete e arriva via sms sui telefonini. Scrive il blog Little Mary Street: Che i terremotati ricevano finalmente una casa "è una cosa normale, la consegna delle chiavi non deve essere né celebrata né strumentalizzata. Il governo deve fare il suo mestiere, senza utilizzare il servizio pubblico come fosse un palcoscenico per i propri teatrini".
Da questa premessa nasce la protesta: "Voi spostate le trasmissioni Rai a vostro piacimento con la scusa di 'evitare sovrapposizioni' e noi non le guardiamo. Nessuno questa sera guardi 'Porta a Porta' su Rai Uno".
Più sintetico, appena 105 battute, il testo dell'sms: "Un gesto concreto per la libertà d'informazione. Stasera non accendere Rai1, non guardare Porta a Porta".





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